Festa della donna, ricordiamo Colomba, vola Colomba…

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“La palla di cannone era andata a battere contro il muro e ricacciata indietro aveva spezzato le reni di un giovane soldato. Il giovane soldato posto nella barella aveva incrociato le mani, alzato gli occhi al cielo e reso l’ultimo respiro. Stavano per recarlo all’ambulanza quando un ufficiale si era gettato sul cadavere e l’aveva coperto di baci. Quell’ufficiale era Porzi. Il giovane soldato era Colomba Antonietti, sua moglie, che lo aveva seguito a Velletri e combattuto al suo fianco.” Giuseppe Garibaldi, “Memorie”.

Tante sono le donne dimenticate dalla nostra storia, anche quella Risorgimentale. Tra queste, in occasione della festa della donna, voglio ricordare la figura di una fanciulla nata a Bastia Umbra ma folignate d’adozione, Colomba Antonietti.

Fu proprio Foligno che vide due giovani lottare per il loro amore, iniziato con timidi sguardi furtivi. Lei lo vide per la prima volta dalla finestra della sua casa, sopra al forno di famiglia, di fronte al palazzo comunale dove si trovava il Corpo di Guardia della guarnizione e dove era di stanza un giovane cadetto conte Luigi Porzi di Imola (era il 1846 e l’Umbria apparteneva allo Stato Pontificio). Anche Luigi s’innamorò perdutamente della giovane che le cronache ricordano alta e snella e dai lunghi capelli neri.

Nonostante la forte opposizione delle famiglie che, per motivi diversi, tentarono in tutti i modi di separare i due giovani, Colomba e Luigi riuscirono a sposarsi segretamente nella Chiesa della Misercordia di Foligno, all’una di notte del 13 dicembre 1846. Porzi proprio per mantenere segreto il matrimonio non aveva volutamente chiesto l’autorizzazione alle autorità militari ma, una volta trapelata la notizia, fu arrestato e portato a Roma a scontare, come il regolamento prevedeva, il carcere presso Castel Sant’Angelo. I due giovani poterono frequentarsi quotidianemente ma, proprio l’esperienza del carcere, maturò in entrambi un forte senso di ribellione contro l’oppressore straniero e la volontà di lottare per l’indipendenza.
Durante la prima guerra d’indipenza Porzi corse volontario a combattere al nord e, Colomba, come una novella eroina, tagliatasi in bei lunghi capelli neri, si vestì con logoro vestito militare per seguire il suo amore. L’esercito di Colomba e Luigi divenne una formazione regolare, il VI battaglione Bersaglieri, inviato alla difesa di Roma, assediata dall’esercito borbonico.
Colomba affrontò con coraggio le battaglie di Velletri e di Palestrina. Ma, era il 13 giugno 1849, a Roma, Colomba si trovò difronte il fuoco dell’artiglieria francese nell’assedio di Porta San Pancrazio. Una palla di cannone la colpì in pieno. Spirò tra le braccia del suo Luigi.
Grande fu la commozione di tutti ed in particolare del popolo che volle accompagnare il feretro per le vie di Trastevere, fino alla Cappella di Santa Cecilia dove fu tumulata, spargendo su di esso rose bianche. Color bianco come la purezza del suo amore, Bianco come la colomba da cui prese nome.

Luigi Mercartini, il grande poeta risorgimentale, nel 1849 le dedicò un’ode: “Ma l’ora di Colomba era venuta! / La gloriosa, ohimé! dovea morir!/ Roma da tutte parti è combattuta, / E più di un muro già si vede aprir. / Il percosso bastion la mia guerriera / S’affretta, ove più crolla, a riparar; / Ma senza posa dall’ostil trincera / S’ode il tuono e si vede folgorar. / Sul destro fianco la succinta gonna / Una riga di sangue a lei segnò, / E bianca in viso la leggiadra donna / Di Luigi nel sen si abbandonò. / Fa croce al petto delle mani e dice: / – Luigi, addio! ricordati di me! / lo muoio per la patria! assai felice! / A lei rendo la vita che mi dié. / Guardò ancora il suo sposo e gli sorrise, / Quasi aprir gli volesse un suo disir: / Poi tutta in cielo a riguardar si mise / E immobil si rimase in un sospir”.

Colomba e il suo spirito tante piacque ai suoi contemporanei, tra cui Garibaldi eppure vorrei tanto che lo spirito di Colomba, di donna indipendente e capace di sacrificarsi per amore sia d’esempio per tutte le donne e gli uomini di oggi.

Vola Colomba, voli il tuo esempio su noi donne e uomini. Su donne troppe volte trattate solo come oggetti, private della dignità di essere persone libere, troppe volte immolate nel nome dell’egoismo ignorante. Colomba vola, voli il tuo esempio d’amore anche su noi esseri talvolta troppi immaturi da non poter credere che il vero amore è libertà, libertà di decisione, libertà di essere!
A tutte noi donne: Auguri di libertà di essere Donne!

mimosa

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