Foligno e le arti tipografiche

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Nel Quattrocento la città di Foligno fu un importante centro dedito alle arti tipografiche: una delle date più importanti, rievocata in città ogni anno con le famose celebrazioni dantesche, è l’11 aprile 1472, data della prima stampa della Divina Commedia di Dante Alighieri, realizzata grazie all’iniziativa del maguntino Giovanni Numemeister, allievo del Gutenberg e dei fratelli Orfini, nobili ricchi  folignati.

La fortuna dell’arte tipografica a Foligno è altresì testimoniata dalla stampa di uno dei primi periodici italiani, la Gazzetta Universale, lanciata dal tipografo Pompeo Camapana e, soprattutto dalla pubblicazione, dal 1762, del lunario più celebre d’Italia: l’Almanacco di Barbanera.

La fama dell’astronomo Barbanera entrò così nelle case di tanti italiani umili o famosi che non potevano perdersi le edizioni del famoso almanacco edito a Foligno, come il celebre architetto folignate Giuseppe Piermarini (progettista del teatro alla Scala di Milano) e Gabriele D’Annunzio (nella sua villa sul lago di Garda è ancor oggi conservata la collezione degli almanacchi di Barbanera).

Proprio per rendere testimonianza di questa produzione così intensa, nel centro storico di Foligno, presso Palazzo Orfini,  raffinato esempio d architettura rinascimentale, è allestito il Museo della Stampa, dove è possibile ammirare l’evoluzione della stampa a Foligno, la collezione dei giornali stampati in città, dei lunari di Barbanera e le locandine del Teatro Apollo.

Un invito a scoprire una parte della città di Foligno un po’ meno conosciuta ma non per questo meno affascinante.

 

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