Quanti ricordi, le caramelle e i pasticcini dei nonni

By On · no Comments · In

Ci sono momenti che rimangono per sempre impressi nella nostra mente.

Uno di questi ricordi mi riporta indietro, alla mia infanzia, quando mia nonna mi dava una caramella per farmi stare “tranquilla”. La caramella dal rosso e invitante involucro che non vedevo l’ora di mordicchiare, temendo anche di farmi male alla lingua, con l’unico scopo di riempire la bocca con la crema dolcissima e buonissima che solo le “Rossana” avevano. Sì le caramelle Rossana che sono per molti di noi le caramelle dei nonni. Quei nonni che ci portavano in giro, che ci facevano da “babysitter” e che sempre in tasca nascondevano le caramelle per i nipotini. Ma c’è un altro ricordo della mia infanzia legato a un altro famosissimo prodotto dolciario. Quando si faceva visita a qualcuno sempre si portava in dono una bella scatola di pasticcini: talvolta di cartone, elegantemente ornata ma, più spesso, in latta e tutta colorata. Su quelle scatole in alto vi erano scritte, ben evidenti, due lettere semplici da imparare per una bimba alle prime armi con le parole: “Ore Liete”. Ovunque andassi dai miei zii o dai miei nonni le Ore Liete erano ovunque presenti. E che voglia di passare “ore liete” a sgranocchiare gli invitanti pasticcini! Ma non c’era modo di mangiarli, i dolcetti erano destinati al famoso “qualcuno”: «non si sa mai venisse qualcuno a trovarci» diceva nonna.

Certe volte capitava però che quel “qualcuno” eri proprio tu, o meglio tu e la tua famiglia, e così le Ore Liete potevano essere finalmente aperte. E visto che tu eri il più piccolo o la più piccola del gruppo, potevi finalmente fare la tanto desiderata scorpacciata di pasticcini, a dispetto dei grandi, soprattutto  dei biscotti ricoperti interamente ricoperti di cioccolato che, però, finivano prestissimo.

Ricordi dolcissimi dell’infanzia che pian piano svaniscono insieme alla produzione delle famose caramelle rosse e ai pasticcini della fabbrica di Perugia. Perché alle leggi del mercato non importa nulla dei ricordi e della storia, della creatività della signora Spagnoli che inventò le Rossana. Alle leggi del mercato interessa il guadagno, la perdita non può andar bene.

E un po’ mi sento in colpa se le caramelle e i pasticcini saranno solo ricordi d’infanzia, perché, crescendo, non avendo più accanto i nonni, non ho più cercato né comprato quelle caramelle e quei pasticcini………Così un pezzetto di storia del Novecento italiano, che aveva portato la piccola Umbria affermarsi in tutta Italia, sta scomparendo schiacciata dalla fredda logica matematica e, a noi, non resta altro che il ricordo. Eppure mi domando: come potremo spiegare ai nostri bambini quant’era divertente schiacciare la caramella croccante per lasciar riempire il palato della dolcezza della crema?

Forse la caramella è destinata a diventare un bel ricordo del Novecento e i nonni di oggi hanno in serbo altre dolcezze per i loro nipoti, dolcezze degli anni Duemila.

A noi rimane il ricordo tenero, dolce e anche un po’ amaro, nel pensare che un pezzetto di storia, della nostra storia, finisca sotto il peso delle regole dell’economica e del mercato.

Almeno ci restano i Baci!

 

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